Cerci: “Roma-Gasperini, serve continuità e fiducia. Guardiola all’Italia sarebbe un sogno, ma io scelgo Conte”

Alessio Cerci analizza il momento della Roma e guarda anche al futuro del calcio italiano. L’ex esterno giallorosso parla toccando diversi temi caldi delle ultime settimane dalla situazione societaria della Roma alla corsa Champions, fino al confronto con il calcio spagnolo e al futuro della Nazionale. “Era importante vincere ieri e la Roma ha fatto una grande prestazione a Bologna – ha spiegato Cerci a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Bari, dove ha giocato con Gigi Di Biagio, Cristian Brocchi e Dario Marcolin nella “VIP ProAm Exhibition”. “Io sono abituato più ad analizzare il campo che le questioni societarie, che spettano alla proprietà. Sicuramente in settimana è stata presa una decisione che ha dato forza all’allenatore. Dispiace per Claudio Ranieri, che è una persona straordinaria, ma l’importante è il bene della Roma è continuare così”.

 

Per Cerci il futuro della squadra passa soprattutto dalla guida tecnica: “In questo momento non parlerei di un singolo giocatore, ma dell’allenatore. Gian Piero Gasperini ha sempre fatto un grandissimo lavoro e ha bisogno di continuità e fiducia. Poi sarà fondamentale operare bene sul mercato, prendendo giocatori adatti al suo tipo di calcio, sperando di replicare quanto fatto con l’Atalanta”. Sulla rincorsa all’Europa Cerci vede segnali positivi: “Vedo bene i giallorossi, la vittoria di ieri è stata importante. Chiaro che bisogna fare i conti con squadre molto forti come la Juventus, con una rosa molto forte e un allenatore preparato. Molto dipenderà anche da incroci decisivi come Milan-Juve di oggi”.

 

Lo sguardo si allarga poi al panorama internazionale. Da ex dell’Atletico Madrid, Cerci riflette sull’esempio del calcio spagnolo: “Anche in Italia bisogna ripartire da una metodologia per i giovani, investire su istruttori preparati e sulle strutture. Serve lavorare con i bambini, dai più piccoli – under 8, under 9, under 10, under 11 – con un metodo preciso come quello utilizzato in Spagna, senza dimenticare ciò che ha reso grande il calcio italiano”.

 

Infine, il capitolo Nazionale. Il nome di Pep Guardiola per Cerci è una suggestione affascinante ma complicata: “Sarebbe un sogno, ma credo sia difficile portarlo in Italia”. Nessun dubbio invece sulla sua scelta: “Secondo me la Nazionale dovrebbe ripartire da Antonio Conte, uno dei pochi allenatori in grado di risollevarne le sorti in questo momento difficile”.

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