Serginho: “Il Milan soffre ma vince e sogna. Bartesaghi bel talento, ora serve una punta”

Ha vissuto gli anni d’oro del Milan da grande protagonista e ancora oggi osserva i rossoneri con l’esperienza di chi conosce le dinamiche di una squadra che punta allo scudetto. Serginho è molto fiducioso dopo le ultime vittorie della squadra di Max Allegri: “Il Milan in campionato adesso sta cercando equilibrio, ma nel frattempo continua a vincere anche contro le grandi come ha fatto con Napoli, Inter, Roma e Lazio senza dimenticare il pareggio contro la Juventus. Anche quando non brilla riesce a ottenere risultati ed è fondamentale per una squadra che sogna traguardi importanti”, dice a margine del FIP Silver Mediolanum Padel Cup di Como, dove è sceso in campo con Dida, Tacchinardi e Amoruso.

Tra le note più positive c’è Bartesaghi, sempre più convincente sulla fascia sinistra nonostante la giovane età: “Si vede che ha un margine di miglioramento. Soprattutto con Allegri ha dimostrato un equilibrio difensivo e piano piano sta mostrando le sue qualità. Essere giovane significa avere ancora tanto da lavorare, ma credo possa arrivare lontano”. Serginho riflette proprio sul ruolo dei terzini, lui che è stato uno dei più iconici della sua epoca: “Oggi è complicato parlare dei terzini perché il ruolo è cambiato tanto. Con la costruzione dal basso, con moduli come il 3-5-2 o il 4-3-3, si è persa un po’ della qualità del gioco dei terzini come era ai miei tempi. Non è solo un discorso italiano: a livello mondiale il ruolo è in sofferenza”.

Capitolo Leao, autore di un gol da vero centravanti contro la Lazio: “Ha qualità, ma non mi piace vederlo giocare da punta, perché perde le sue caratteristiche migliori. Ama il contropiede, partire in velocità, l’uno contro uno, e quando gioca spalle alla porta perde un po’ della sua forza. Oggi al Milan manca un giocatore in quel ruolo, e finché la squadra vince e trova equilibrio questi problemi emergono meno. Ma prima o poi il club troverà un attaccante vero, perché è una delle esigenze più evidenti”. Sul podio finale del campionato, l’ex rossonero non si sbilancia: “È difficile, perché non abbiamo ancora un vero termometro del campionato. Le squadre alternano momenti positivi e negativi: Milan, Inter, Juve, Lazio, Napoli, Roma… Nessuna ha mantenuto continuità nel ritmo o nell’equilibrio. Però io, da buon milanista, faccio sempre il tifo per i rossoneri”. Una squadra che però lo ha sorpreso più di tutte c’è: “Mi piace molto il Como, gioca il calcio più bello e divertente della Serie A”.

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